Redazione del bilancio di sostenibilità: metodo e fasi operative

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redazione del bilancio di sostenibilità

La redazione di un bilancio di sostenibilità è un progetto con fasi, responsabili e scadenze, non un documento da scrivere in poche settimane. Chi lo imposta come un cronoprogramma arriva alla prima edizione con dati affidabili e senza rifacimenti. Se vuoi prima chiarire il concetto, trovi le basi in cos’è il bilancio di sostenibilità e a cosa serve.

Quali sono le fasi per redigere un bilancio di sostenibilità?

Le fasi sono cinque: perimetro e gruppo di lavoro, analisi di materialità, scelta dello standard, raccolta e validazione dei dati, redazione e verifica. Per una prima edizione il percorso richiede in genere da tre a sei mesi, e ogni fase produce un documento di uscita che alimenta la successiva. Lavorare per fasi permette di misurare l’avanzamento e di individuare subito i colli di bottiglia, che quasi sempre riguardano la disponibilità dei dati e non la scrittura.

Che cosa si fa nella prima fase: perimetro e gruppo di lavoro?

Nelle prime due o tre settimane si definiscono l’esercizio di riferimento e il perimetro di rendicontazione, cioè società, sedi e attività incluse. Si nomina poi un referente interno con il mandato della direzione e si costituisce un gruppo minimo che copre tre aree: amministrazione per i dati economici, risorse umane per quelli sociali, produzione o servizi generali per energia ed emissioni.

L’output è una scheda di progetto con responsabilità e calendario condiviso. Senza questo passaggio le richieste di dati restano senza destinatario e i tempi si allungano.

Come si svolgono l’analisi di materialità e la scelta dello standard?

Tra la terza e l’ottava settimana si individuano i temi rilevanti con l’analisi di doppia materialità. Si valuta sia l’impatto dell’impresa su ambiente e persone, sia l’effetto dei fattori di sostenibilità su ricavi, costi e accesso al credito. Il coinvolgimento degli stakeholder, come clienti, dipendenti, banche e fornitori, avviene con brevi interviste o questionari e rende la selezione difendibile. Il risultato è una lista corta di temi prioritari.

Nella stessa fase si sceglie lo standard. Le imprese soggette a obbligo applicano gli ESRS, mentre le altre possono adottare il VSME, lo standard volontario per le PMI non quotate sviluppato da EFRAG e raccomandato dalla Commissione europea per rispondere in modo uniforme alle richieste di dati di clienti e istituti di credito. Decidere lo standard prima di raccogliere i dati evita di rifare il lavoro a metà percorso.

Come si raccolgono e si validano i dati?

Tra il secondo e il quarto mese si costruisce il foglio di raccolta, con un indicatore per riga, la fonte, l’unità di misura e il responsabile. I dati esistono già in azienda ma sono sparsi: le bollette per consumi ed emissioni indirette, il libro unico del lavoro per organico, turnover e composizione di genere, il registro infortuni per la sicurezza, la contabilità fornitori per la filiera.

Ogni valore deve restare tracciabile fino al documento di origine, come una scrittura contabile. Prima di chiudere la fase si fanno controlli di coerenza su periodo, perimetro e stime documentate, perché sono gli errori che compromettono più spesso la credibilità del report.

Quando si scrive il documento e come si verifica?

Nell’ultimo mese e mezzo si redigono i testi, si commentano gli indicatori con il confronto rispetto all’anno precedente, quando disponibile, e si sottopone la bozza alla direzione. Il documento è approvato dall’organo amministrativo. Per le imprese obbligate è prevista l’attestazione di un soggetto abilitato. Per chi rendiconta volontariamente una revisione indipendente resta consigliata, perché rafforza la fiducia di banche e grandi clienti. Coinvolgere una società di revisione contabile già in fase di impostazione consente di costruire procedure verificabili fin dall’inizio.

Il supporto di Elbe

Elbe Srl accompagna le imprese lungo tutte le fasi, dal perimetro alla redazione. Lo studio parte dalle scritture contabili già gestite e le collega agli indicatori ESG, riducendo il carico aggiuntivo per l’azienda e lasciando un sistema di raccolta che si aggiorna ogni anno.

In sintesi

Redigere un bilancio di sostenibilità con metodo significa procedere per fasi: perimetro, materialità, standard, dati, redazione e verifica. Ogni passaggio ha un responsabile e un risultato misurabile. La prima edizione costruisce l’infrastruttura, le successive diventano un aggiornamento annuale con tempi e costi in calo.

Domande frequenti

Quanto dura la redazione di un bilancio di sostenibilità?

La prima edizione richiede in genere dai tre ai sei mesi, perché comprende analisi di materialità e costruzione del sistema di raccolta dati. Dalle edizioni successive i tempi si riducono, poiché le fonti sono già mappate.

Quando conviene iniziare il progetto?

Conviene partire con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla data in cui il documento serve, ad esempio l’approvazione del bilancio o la richiesta di una banca. La raccolta dati è la fase meno comprimibile e quella che più spesso genera ritardi.

Quali competenze servono nel gruppo di lavoro?

Servono un referente con il mandato della direzione e presìdi su amministrazione, risorse umane e produzione o servizi generali. Il supporto di un professionista esterno è utile soprattutto per l’analisi di materialità e la scelta degli indicatori.